Centro Naturalista Italiano

 

 

 

 

 

BIONUTRIZIONE

 

 

 

 

 

Premessa

 

 

 

 

 

Ciò che vi espongo, è una tecnica semplice finalizzata ad un’alimentazione equilibrata, che segue le combinazioni fra gli alimenti, sulle basi del Dott. Shelton ‑ insegnante e pioniere del movimento igienista moderno.

 

Il problema dell’alimentazione è strettamente collegato a quello più vasto, ossia, allo stato di salute dell’individuo, valore che si è andato sempre più deteriorando nel corso del precedente secolo, soprattutto in relazione al cambiamento di vita sviluppatosi con un passaggio troppo rapido dalla società contadina a quella industriale, basata sullo sfruttamento indiscriminato delle risorse naturali.

 

L’incremento della vita nei centri urbani, ha portato da un lato l’abbandono delle colture con tutte le conseguenze che ne derivano, e dall’altro la perdita di una millenaria ‘cultura’ contadina, che possedeva le naturali conoscenze di coltivazione e nutrizione.

 

Nelle attuali condizioni di vita, la salute e gli strumenti che consentono di mantenerla non ci appartengono e siamo costretti a nutrirci con cibo estremamente impoverito di sostanze nutritive, ultraraffinato e pieno di additivi chimici più o meno dannosi. Le statistiche dei paesi occidentali, evidenziano che la vita media (dopo la guerra) è leggermente aumentata. Però, tali valori sono riferiti a tutto l’arco dell’esistenza e vi sono quindi compresi anche quelli che riguardano la vecchiaia e l’infanzia.

 

Come è noto, nello stesso periodo è notevolmente diminuita la mortalità infantile, grazie ad una maggiore prevenzione alle malattie infettive, responsabili in precedenza di tali decessi. Si comprende quindi come un contributo notevole all’aumento della vita media, sia stato apportato dalla diminuzione della mortalità infantile. Anche il miglioramento del tenore di vita e la maggiore quantità di cibo disponibile hanno contribuito a questo aumento. Tuttavia, il deterioramento dell’ecosistema, cioè la degradazione dell’ambiente, ivi compresa quella dell’alimentazione, sta incidendo in senso negativo sulla qualità dell’esistenza e costituisce una forza che si oppone energicamente alla tendenza di aumento.

 

Attualmente esiste una completa disinformazione per quanto riguarda la possibilità di agire sulla propria salute per mantenere la quale è fondamentale una dieta equilibrata e non inquinata.

 

Tale disinformazione conduce ad un rapporto di estrema dipendenza dell’individuo - che diventa - costretto a delegare al medico la gestione della sua salute. Il rapporto psicologico che si instaura in generale tra il sanitario ed il paziente è un rapporto di sottomissione culturale da parte di questo ultimo e, anche quando la persona vorrebbe rendersi conto di quello che sta succedendo nel suo organismo, delle ragioni del male e dei rimedi prescritti, si trova spesso di fronte a risposte evasive, non esaurienti, qualche volta date con l’aria di superiorità di chi si sente unico gestore della salute e con termini appositamente scelti per far pesare le proprie conoscenze e scoraggiare qualsiasi tentativo di intromissione.

 

Il sanitario, comunque, a causa della preparazione universitaria che gli è stata impartita, fa spesso una diagnosi della malattia registrandone i sintomi senza ricercare la cause e dando scarso peso alla dieta che di sovente è la principale responsabile, insieme agli stress psicologici, di quasi tutti i processi morbosi.

 

A riprova della scarsa importanza che viene data comunque alla nutrizione, raramente succede che il sanitario a cui ci si rivolge chieda di che cosa ci si nutra abitualmente e quale sia la nostra dieta. D’altra parte spesso si ricorre allo specialista per disturbi minori, fastidiosi, ma non necessariamente gravi, che potrebbero essere eliminati semplicemente con opportune variazioni di dieta; invece in un gran numero di casi, vengono prescritti farmaci che servono solo ad eliminare i sintomi e che sono per la maggioranza preparati inutili se non addirittura dannosi, con effetti collaterali.

 

Anche quando non c’è alcun bisogno di medicine, il paziente pretende dal medico la ricetta che essenzialmente ratifica il rapporto di sottomissione e che ha spesso soltanto un effetto placebo, o di suggestione.

 

Alcuni farmaci, vengono comunemente assunti, non appena si accusi mal di testa o altri malesseri di varia natura. Delle sostanze che li compongono, magari da poco tempo si conosce parzialmente il loro meccanismo d’azione; tendono a mascherare i sintomi del male e provocano una tipica contaminazione dell’ambiente interno, creando uno stato di confusione su cui è poi difficile intervenire. Il malessere è la conseguenza di un meccanismo di regolazione dell’organismo per testimoniare il suo stato: questo è un messaggio da ascoltare, non da occultare. Di solito avviene che a queste voci interne non si presti affatto attenzione e in particolare, per quanto riguarda l’alimentazione infantile i bambini sono forzati fin dalla nascita ad assumere cibi che spesso il loro sistema rifiuta.

 

I primi anni di vita costituiscono in questo senso una lotta impari i cui segni visibili sono il vomito frequente e la consistenza anormale delle feci. Di questa lotta si portano poi le conseguenze per tutta la vita.

 

La nutrizione incongrua subita nei primi anni influisce tra l’altro sulle capacità intellettive e funzionali del sistema nervoso, per cui è necessario che durante l’infanzia e per tutto il periodo dello sviluppo venga data maggiore importanza all’alimentazione soprattutto per quanto riguarda l’apporto proteico e vitaminico.

 

 

 

 

 

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