Centro Naturalista Italiano

 

 

 

 

 

BIONUTRIZIONE

 

 

 

 

 

…con acidi

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La digestione delle proteine inizia nello stomaco sotto l’azione della pepsina. La pepsina può agire solo in presenza di acido cloridrico (HCl) e la concentrazione in HCl dipende dalla natura della proteina ingerita; sarà più elevata per una proteina magra rispetto ad una grassa, ma sarà in ogni modo specifica per ogni tipo di proteina.

 

Così la pepsina agisce solo in ambiente acido adatto alla natura della proteina da digerire. L’aggiunta di acidi (sotto forma di prodotti chimici diversi) distrugge questa armonia di adattamento acido alla proteina. Ne consegue una impossibilità di azioni della pepsina sulla proteina e un processo di putrefazione di quest’ultima.

 

Evidentemente tutto qui è questione di dosaggio; piccole quantità di acido in un pasto proteico grasso non portano a situazioni catastrofiche (per esempio, un po’ di pomodoro in un pasto proteico grasso, per il resto ben associato).

 

Tutto sta nella concentrazione dell’acido assorbito, a dosi elevate; poiché si oppone perfino alla secrezione della pepsina e a quella dell’acido cloridrico.

 

L’acido deve essere neutralizzato, per essere esso stesso digerito, e questo lavoro ritarda la digestione proteica.

 

Il chimo, acido quando è nello stomaco, deve diventare alcalino quando passa nell’intestino tenue affinché l’azione delle proteasi pancreatiche e delle peptidasi intestinali possa realizzarsi sulle proteine parzialmente trasformate dalla pepsina dello stomaco. Un eccesso di acido intralcia la trasformazione del chimo e rallenta l’azione degli enzimi intestinali.

 

 

 

l’olio d’oliva extra vergine è sconsigliato

per condire gli alimenti proteici

margarina - burro

acido

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

carne animale

proteina

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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