Centro Naturalista Italiano

 

 

 

 

 

BIONUTRIZIONE

 

 

 

 

 

… con amidi

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

I lipidi non subiscono, in vista della digestione, delle trasformazioni importanti prima di penetrare nel duodeno, la parte dell’intestino tenue che segue immediatamente lo stomaco. Per i lipidi, non avviene dunque praticamente alcuna trasformazione chimica nella bocca e nello stomaco, sebbene quest’ultimo produca una lipasi gastrica, ad azione molto debole.

 

Per contro, il rimescolamento meccanico delle materie grasse tenderà ad emulsionare, il che favorisce la loro digestione intestinale.

 

Ma le particelle di grasso che si disperdono così sugli altri alimenti e particolarmente sugli amidi, rallentano la digestione di questi ultimi, rendendo più difficile il contatto con gli enzimi specifici della loro digestione.

 

Così i grassi mangiati insieme agli amidi avranno tendenza a rallentare di quest’ultimi. Tuttavia i grassi sono neutri, rispetto all’azione della ptialina e dell’amilasi pancreatica.

 

Essi non distruggeranno l’azione di questi enzimi.

 

Noi accettiamo dunque che queste materie grasse possano essere associate agli amidi. Ma la quantità di energia vitale di cui dispone il soggetto influenzerà ampliamente la sua possibilità di associare grassi più o meno concentrati agli amidi. Più il soggetto è indebolito e più bisognerà essere prudenti - almeno temporaneamente - nell’aggiunta di grassi ai pasti amidacei.

 

Di conseguenza, noi adottiamo la regola di accettare grassi e amidi nello stesso pasto.

 

associare con moderazione,

i lipidi (grassi) con gli amidi

strutto

grasso

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

olio

grasso

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

pane

amido

 

 

 

 

 

 

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