Centro Naturalista Italiano

 

 

 

 

 

BIONUTRIZIONE

 

 

 

 

 

Digestione scorretta

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La digestione normale dei lipidi richiede un investimento energetico importante. Le persone indebolite avranno naturalmente delle difficoltà a digerire i grassi; dovranno dunque essere prudenti circa la quantità di alimenti grassi ingeriti e circa la scelta del tipo di associazioni nelle quali questi alimenti saranno inclusi.

 

È una constatazione banale sentir dire che certi alimenti grassi sono “pesanti” da digerire.

 

Questa impressione è innanzi tutto di ordine soggettivo nella misura in cui le sostanze grasse inibiscono la peristalsi gastrica, ritardando così l’evacuazione dello stomaco, rallentando il funzionamento secondario del piloro. Questo dà l’impressione di pesantezza di stomaco.

 

Del resto l’idrolisi dei grassi dipende dalle caratteristiche fisiche dei grassi e dalla loro attitudine all’emulsione.

 

I grassi che hanno un punto di fusione inferiore ai 50°C, principalmente l’olio vegetale, sono più digeribile di quelli che fondono ai di sopra dei 50°C.

 

Inoltre, la cottura li rende meno digeribili, specie quando vengono fritti. Per esempio, si creano dei prodotti di ossidazione, dell’acroleina, ecc.

 

Quando la digestione dei grassi è scorretta vi è un aumento in proporzione, nei prodotti della digestione, di basi azotate (colina) e di acido fosforico.

In conclusione, benché la digestione completa dei grassi non si realizzi interamente, la loro digestione scorretta è tuttavia meno frequente rispetto a quella dei glucidi o dei protidi.

 

Le cattive associazioni alimentari, tuttavia, generano queste digestioni scorrette.

 

 

 

insaccati

proteina e grasso

 

 

 

 

budino con frutta

zucchero e grasso

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

patate e carne grassa

amido e grasso

 

 

 

 

 

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