Centro Naturalista Italiano

 

BIONUTRIZIONE

 

Anoressia

 

 

 

 

 

 

 

ALCUNE CARATTERISTICHE DELL’ANORESSIA NERVOSA

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

perdita di peso rilevante.

 

 

 

 

 

forte timore di ingrassare, anche quando il peso è già inferiore al normale.

 

 

 

 

 

disagio nel vivere il proprio peso ideale in funzione alla forma del corpo.

 

 

 

 

 

mancanza delle mestruazioni per almeno tre cicli consecutivi.

 

 

Il rifiuto di mangiare, proviene da una forte paura di ingrassare e di perdere il controllo dell’alimento. Nascono così una serie di comportamenti che stimolano lo sviluppo di attività fisiche in forma esagerata, nonché vomito autoindotto anche dopo aver mangiato pochissimo.

 

L’anoressia nervosa può essere di due tipi: restrittiva, in cui la perdita di peso dipende dal digiuno e da un’esagerata attività fisica e bulimica, caso nel quale la persona pratica il digiuno associandolo ad eccesso di lassativi, diuretici e vomito.

 

Nei soggetti anoressici, la sensazione e l’importanza dell’aspetto fisico e del loro peso corporeo, risultano fuori dal normale; altri si sentono grassi in riferimento all’insieme del corpo, altri ancora, pur essendo coscienti della loro magrezza ritengono grasse alcune parti, in genere l’addome, i glutei, le cosce.

 

I sofferenti di tale disturbo inventano tecniche anche disperate per valutare il loro stato fisico: pesarsi di continuo, misurarsi spesso con il metro, guardarsi di frequente allo specchio per controllare le parti ritenute “grasse”, ecc…

 

Nelle persone soggette ad anoressia nervosa l’autostima si basa sulla forma fisica e sul peso corporeo, per cui la riduzione del peso viene considerata una prestigiosa conquista, che consente di rafforzare l’autodisciplina. L’aumento, viene vissuto come un’irreparabile perdita della capacità di controllo.

 

Taluni sono coscienti del loro essere magri, però negano le relative conseguenze a livello fisico ed emozionale.

 

Più persone colpite da anoressia nervosa, presentano diminuzione della frequenza dei battiti del cuore (bradicardia), ed evidenziano una colorazione giallastra della cute. Altre, che si dedicano alla pratica del vomito autoindotto possono presentare abrasione dello smalto dentario e cicatrici o callosità sul dorso delle mani generate dallo strofinamento contro l’arcata dentale nel provocarlo.

 

I problemi dell’anoressia nervosa sembrano collegarsi ai paesi industrializzati, dove non manca il cibo: maggiormente Stati Uniti, Canada, Europa, Australia, Giappone, Nuova Zelanda, Sud Africa, ecc.

 

Sembrerebbe non colpire prima della pubertà, anche se i dati disponibili mettono in risalto che il disturbo appare maggiormente dagli 11 ai 18 anni e più del 90% nel sesso femminile. Si presenta di rado nelle persone con età superiore ai 40 anni e può insorgere a causa di episodi stressanti.

 

La mortalità interessa il 10% dei sofferenti.

 

 

Una modella brasiliana di 21 anni, alta 1,74 pesava solo 40 kg ed è morta di anoressia per restare magra. Per sfilare in passerella mangiava pochissimo, solo mele e qualche pomodoro. Sono sorti problemi respiratori, di pressione arteriosa e un’infezione diffusa che ha avuto la meglio sull’organismo debilitato dalla dieta impostasi.

 

Un’altra modella brasiliana, coetanea studentessa, al momento del decesso pesava 40 Kg ed era alta 1,73

 

Secondo la psicologa Maria Beatriz Meirelles che lavora con le agenzia di moda, la maggior parte delle modelle soffre di anoressia, ma è difficile curarle perché quasi mai ammettono di essere malate (tratto: “La Stampa” del 16.11.06).

 

Cosa può far diventare una persona anoressica? Cosa influisce: la televisione, la moda…? Perché si vogliono così male?

 

 

Altre ragazze hanno fatto la stessa fine, ma non hanno fatto notizia perché non erano famose. Molti aspetti vengono influenzati dall’ambiente in cui vivono e piace a molte essere apprezzate per la loro linea: il lavoro stesso, porta alla estremizzazione del magro. È la stessa esigenza sociale che distrugge la vita a molte altre persone, non solo a quelle che si fissano sull’aspetto esteriore e provano orrore all’idea di essere grasse.

 

Se le persone colpite, trovassero o fossero aiutate a scoprire

la forza per superare o prevenire certi stati ossessivi, ci sarebbero meno casi come questi. L’ambiente in cui vivono (colleghi, amici, parenti), in effetti non sempre è disponibile ad aiutarle per disfarsi del problema nel rapporto malato che hanno con il cibo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


Eliana Ramos, anche lei modella, appena diciottenne, è uscita per sempre dal palcoscenico della vita. E' stata la nonna, con cui viveva, a trovarla sdraiata a terra esanime nella sua abitazione.

 
L'autopsia ha accertato che il decesso della ragazza è stato causato da un'emorragia cerebrale, ma non è stato confermato che sia riconducibile a disordini alimentari, come ipotizzato dalla stampa uruguyana che parla di «morte improvvisa» associata a «un quadro di alimentazione deficitaria».

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

L’anoressia è un disturbo comportamentale che interessa l’aspetto psicologico, biologico e sociale e può essere definita negazione anormale del cibo. Nel caso della bulimia, all’opposto, si assiste a scorpacciate sostanziose (anche 8 mila calorie alla volta), seguite da un rigetto del cibo stesso.

 

Pur essendo il più palese, non è il rapporto squilibrato con l’alimento il fattore predominante del disturbo, bensì la sua espressione esterna.

 

I tempi cambiano, ma il problema rimane. L’anoressia era già conosciuta nel Medioevo, ma in seguito agli anni Sessanta, si è diffusa con graduale incremento di altre forme di disturbi nutrizionali, tipo la forma

compulsiva: mangiare ogni giorno grandi quantità di cibo. I tempi cambiano, ma il problema rimane. L’anoressia era già conosciuta nel Medioevo, ma in seguito agli anni Sessanta, si è diffusa con graduale incremento di altre forme di disturbi nutrizionali, tipo la forma compulsiva: mangiare ogni giorno grandi quantità di cibo. Si presume, che il 30% dei casi di obesità, rientri in questa tipologia nutrizionale. Pertanto, l’intervento prioritario dovrà rivolgersi agli aspetti psichici dell’individuo colpito. In persone predisposte, lavorare sulla prevenzione è raccomandabile.

 

Negli ultimi tempi, stanno nascendo forme subdole in persone che suppongono di avere qualche malattia allo stomaco e non riescono più a mangiare, anche se controlli ed esami non evidenziano niente. Quando un genitore si trova di fronte a questi casi, cosa dovrebbe fare?

 

Nell’anoressia dell’adolescente, il ragazzo inizia col ridurre il cibo. Poi, inventa qualche scusa per non mangiare e dice di essere grasso anche se non lo è. Col passare del tempo, presenta un dimagrimento progressivo e non uscirà più da casa, fino ad arrivare al punto di non rispondere al telefono.

 

Nel caso della bulimia, è molto più impegnativo diagnosticarla: di solito è la ragazza stessa ad evidenziarlo. Indebolita, ne parla con qualcuno ma il disturbo prima di essere evidente, può passare inosservato per più di qualche anno.

 

 

 

 

 

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