Centro Naturalista Italiano

 

BIONUTRIZIONE

 

Anoressia

 

 

 

 

 

 

 

SI PUO’ PREVENIRE?

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Come si può prevenire?

 

I genitori, dovrebbero porre più attenzione nel seguire i propri figli, aiutandoli a conquistare l’autostima che permetterà loro di vivere serenamente. E poi dovrebbero avere il coraggio di educarli positivamente nell’affrontare la vita: i ragazzi non necessitano solo di cibo, ma di un significato  da dare alla loro esistenza.

 

L’aiuto dei genitori, dovrebbe iniziare fin dai banchi di scuola, come una necessità sviluppata dai ragazzi, che chiedono: cosa dobbiamo fare per vivere meglio? Molte sarebbero le domande da porsi per comprendere l’origine di questo grave problema indice di malcontento sociale.

 

Spesso, i giovani manifestano la volontà di cambiare una parte del loro corpo, ma i genitori esprimono il desiderio e l’intenzione di delegare alle Istituzioni la formazione e la guida al “ben vivere” dei propri figli.

 

Le ragazze, si scambiano pareri sul come perfezionare la propria figura, per esporsi in pubblico quando vanno al mare.

 

D’accordo, va bene, ma prima dovrebbero imparare a conoscere la soglia di rischio che esiste in ognuna di loro; fino a che punto possono impegnarsi a modificare il loro corpo preservando la salute e quanto, il loro obiettivo sia suggestionato da modelli eccessivi. Non sempre sono sempre informate sui danni che comportano bulimia e anoressia.

 

È importante non racchiudersi dentro ad un guscio, ma esprimere le proprie idee condividendole con gli altri. Nello stesso tempo, iniziare un cammino, per riconquistare la propria autostima.

 

Normalmente, la sofferenza stimola chiunque a porsi domande sul senso della propria vita, sviluppando la volontà di non star lì ad attendere il domani, per conoscerne le risposte.

 

Occorre vivere ed accettarci così come siamo, riconoscendo con umiltà quello che si è capaci di fare. Questo è il valore reale dell’uomo, che deve trovare la forza per uscire dalla elucubrazione mentale. Se un soggetto soffre di attacchi di fame compulsiva, avrà bisogno di colmare vuoti interiori con il cibo anche se di fatto, i vuoti non sono nello stomaco, ma in qualche angolo del cervello, nel proprio mondo affettivo.

 

Bisogna imparare a non chiedere altro cibo ma il perché di questa falsa fame, dato che al di là del cibo, esiste un’altra possibilità di “nutrire” il proprio corpo in modo diverso, più saggio. Magari scambiando due chiacchiere con un’amica, oppure camminando e visitando luoghi tranquilli ed interessanti.

 

È importante cambiare e non riversare i propri problemi mangiando, bensì aprendo gli occhi per guardare oltre noi stessi.

 

Non esiste età in cui una persona non possa avere disturbi comportamentali della nutrizione, anche se di fatto insorgono maggiormente nell’adolescenzia.

 

La sindrome dello yo-yo (continui aumenti e perdite di peso) è causata principalmente da un irregolare e scontinuo modo di mangiare, confondendo così il centro che regola la fame (situato nell’ipotalamo) ed impedendogli di capire, quando c’è o non c’è bisogno di alimentarsi.

 

Una volta, il grasso era indice di buona salute. Ora non è più così ed ogni genitore può sbagliare, magari in buona fede, causando del male ai figli.

 

Vivere vicino ad una persona che ha problemi nutrizionali, non è facile. Diventa complicato e rischioso parlare con loro di cibo se non si ha la forza di guardare oltre, affrontando con decisione un problema, le cui radici sono molto profonde. È importante aprire un dialogo sapendo ascoltare, senza criticare né giudicare.

 

Se la persona è già seguita, lasciamo che il rapporto cibo-corpo diventi compito dall’esperto, noi cerchiamo solo di instaurare un rapporto amichevole in cui possa sentirsi rispettata e capita.

 

Quando un soggetto entra nel fantastico mondo dell’anoressia, inizia a mangiare poco e con angoscia, per paura eccedere e subito dopo, ritorna l’ansia nell’attendere il momento migliore per recarsi in bagno. Si confronta allo specchio togliendosi anelli, bracciali, tutto quello che ha addosso, per paura che il vomito li possa sporcare o rovinare. Poi va di fronte al water, lo guarda come un suo stretto alleato e spesso riesce a trovarlo affascinante… perché gli consente di vivere uno stato che lo trasporta tra la soddisfazione e l’affaticamento. Dopo il vomito, si pulirà volto ed occhi ed uscendo dal bagno percepirà la sensazione di oltrepassare quel confine che ha consentito di buttar fuori tutto “quel male” che con ansia racchiudeva dentro…

 

Tutto ciò, si manifesta nella completa lucidità.

 

Il cammino del ritorno alla normalità, si divide in tre parti. La prima indirizzata a regolare il peso, fino a raggiungere la stabilità di quello ideale. La seconda, rendere interessante l’immagine corporea, con la valutazione del proprio Io e l’incremento dello sviluppo nei rapporti interpersonali. La terza si proietta nel rafforzare il rapporto di autostima, eliminando al massimo i rischi o gli stimoli di ricaduta.

 

Per la positività di un buon cammino, necessita affidarsi a figure professionali. Spesso i sintomi depressivi e ossessivo-compulsivi possono dissociarsi con l’incremento derivante dalla stima e dalla fiducia che nasce verso sé stessi ed il professionista che ci segue.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

L’anoressia nervosa venne descritta dal medico inglese Richard Morton nel 1694 e fino a qualche decennio fa, sembrava un disturbo raro. Oltre che colpire nell’età dell’adolescenza, sembra coinvolgere persone che lavorano nel mondo della moda, nella danza e dello spettacolo

 

 

Home