Centro Naturalista Italiano

 

BIONUTRIZIONE

 

Anoressia

 

 

 

 

 

 

 

 

COME SI MANIFESTA

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Si manifesta con

 

* riduzione consistente di peso.

 

* eccessiva paura d’ingrassare. Anche se sottopeso, la persona ha paura di essere grassa o di diventarlo.

 

* rilevante inquietudine per il peso e le forme del corpo, viste al fine di valutare o considerare sé stessa, rifiutando o negando la gravità del disturbo.

 

* mancanza per almeno tre volte consecutive, dei cicli mensili (amenorrea).

 

Viene distinta nelle due forme di:

 

* anoressia nervosa restrittiva, in cui si mangia poco, pochissimo, per non dire niente.

 

* anoressia nervosa con frequenti abbuffate seguite da vomito autoindotto.

 

In entrambe, si sviluppa il rifiuto di conservare il peso al di sopra o nel minimo della normalità in funzione all’età e struttura. In questi casi, si consiglia di valutare l’Indice della Massa Corporea (Body Mass Index o BMI), calcolato come rapporto tra peso in chilogrammi ed il quadrato dell’altezza espressa in metri, ponendo come valore minimo un BMI di circa 17,5 Kg/m. Comunque i valori sono sempre a livello indicativo, poiché non è possibile definire un peso minimo adeguato per persone di uguale età e altezza.

 

Gli anoressici, più dimagriscono, più si convincono di essere grassi, alterando gli attributi di rapporto tra l’aspetto ed il peso. Si sentono grassi in relazione alla totalità del corpo, percependo parti adipose in genere nell’addome, nei glutei, nelle cosce. Nei casi più marcati, possono presentare sintomi depressivi con riduzione o eliminazione dei rapporti sociali, irritabilità, insonnia, scarso interesse sessuale, ecc. Possono nascere altresì particolari rapporti ideali con il cibo; alcuni collezionano ricette o acquistano e conservano cibarie di vario tipo e genere, come per voler cancellare i propri sensi di colpa.

 

Altri ancora, giustificano lo stato anoressico per paura di mangiare in pubblico, sviluppando sentimenti di inadeguatezza, necessità di controllare l’ambiente circostante, rigidità mentale e ridotta spontaneità nei rapporti attraverso un’emotività repressa. Inoltre, possono presentare anemia, aumento dell’azoto ureico nel sangue, riduzione di Magnesio, Zinco e Fosfati, stipsi, dolori addominali, intolleranza al freddo, lanugo (una fine e soffice peluria sul tronco), alterazioni cardiovascolari (ipotensione), problemi dentari causati alla riduzione di calcio ecc.

 

Una delle tante cause che sviluppa l’anoressia è la solitudine, non dovuta a mancanza di compagnia, ma all’incomprensione. Una persona per essere accettata deve essere bella, magra, avere un certo tipo di abitazione, un’automobile di valore e guadagnare bene. La parte interiore viene in secondo piano: il lavoro è finalizzato al denaro. Della collaborazione se ne parla, ma in molti casi non esiste: ognuno pensa a sé ed ai propri interessi.

 

Troppi genitori lavorano assiduamente, con il pretesto di lasciare ai figli quello che loro non hanno avuto; ma i figli non hanno bisogno di quello, bensì di affetto, di amore e spesso questo ai genitori manca.

 

L’anoressia, porta alla tomba più del 20% dei colpiti. Una persona rifiuta il cibo perché non lo desidera e si corrode fino alla morte, senza neppure avere la coscienza di star male. Abituandosi gradualmente a non mangiare nel tempo, arriva a rifiutare l’alimento, per poi arrivare ad essere nutrita tramite le flebo. Anche se può sembrare un paradosso, in alcuni il caso si trasforma nell’esatto contrario e quando si trovano soli e non sono visti da nessuno, ingoiano enormi quantità di cibo. Vuotano il frigo di notte e mangiano tutto quello che trovano. Però, per un fermo principio di non ingrassare, poi vomitano il tutto.

 

Alimentandosi, preferiscono alimenti a basso potere nutritivo tipo limoni, mele verdi, insalata amara e simili. Fanno lunghe passeggiate e danno la sensazione di un elevato altruismo mettendosi a disposizione…, cucinando con molta cura e attenzione. Spesso necessitano di stare soli, ritirandosi in spazi isolati. In loro esiste un radicato conflitto tra anima (coscienza) e corpo, tra  cose grandi e piccole, tra purezza e istinto.

 

Il cibo nutre il corpo prendendo forma (la parte esteriore); il rifiuto all’alimento rappresenta un no alla fisicità e a tutte le esigenze corporee. Il vero ideale di una persona anoressica va oltre il campo del mangiare, verso la purezza e l’istinto (spirito). Vorrebbe eliminare tutto quello che è materia, sfuggendo sessualità e procreazione. Sfuggendo alla propria stessa vita. E non di rado, ci riesce.

 

 

 

 

 

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