Centro Naturalista Italiano

 

BIONUTRIZIONE

 

Bulimia

 

 

PREMESSA

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 

BULIMIA

 

ALTERAZIONE

DELLA SENSAZIONE DI FAME

VARIABILE DA UN

SEMPLICE AUMENTO DELL’APPETITO

SINO A UNA FAME INSAZIABILE

SIA ORGANICA CHE PSICHICA.

 

 

La bulimia, può essere anche definita iperfagia (mangiare più del normale) o polifagia (capacità di ingerire in grande quantità alimenti di qualsiasi tipo, per un bisogno insaziabile di cibo che neppure dopo una notevole ingestione viene soddisfatto).

 

È la manifestazione opposta dell’anoressia ed il termine deriva da “fame di bue”. Può essere anche definita fame insaziabile sia organica che psichica. Spesso è accompagnata da un senso di angoscia.

 

Naturalmente la fame non va confusa con “appetito”, che è un “bisogno” gradevole. Questa fame, comporta una sensazione spiacevole, accompagnata da una forte contrazione dello stomaco e in grado minore, dell’intestino tenue. Non sempre è chiaro, se l’inizio delle contrazioni dipenda da cause nervose centrali o viscerali.

 

Una fame insaziabile e disordinata è ciò che caratterizza la bulimia ed in tali condizioni morbose, il suo verificarsi, viene considerato come espressione di un reale bisogno fisiologico di cibo. Tale comportamento può derivare da un aumento del tono di motilità dello stomaco e dell’intestino tenue a causa di un’ipereccitabilità dei nervi centrali e viscerali.

 

Molto spesso è sintomo di particolari forme di neurosi, di psicosi e di lesioni (tumorali o traumatiche) in corrispondenza dei centri regolatori dell’appetito.

 

La bulimia presente negli ulcerosi comporta una fame dolorosa, nei diabetici la mancata utilizzazione del glucosio e la si può ritrovare anche nei portatori di parassiti intestinali ecc.

Secondo la psicanalisi gli stati opposti di bulimia e di anoressia mentale o nervosa, dimostrano come gli atteggiamenti verso l’ingestione di cibo siano determinati non solo da condizioni organiche, quanto da particolari situazioni psichiche. Ciò sarebbe particolarmente evidente quando a periodi bulimici succedono periodi anoressici.

 

 

 

 

 

 

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