Centro Naturalista Italiano

 

BIONUTRIZIONE

 

Bulimia

 

 

LE ABBUFFATE

 

 

 

 

Nella Bulimia Nervosa, si riscontrano “abbuffate” caratterizzate da:

 

* mangiare nell’arco di una giornata, una quantità di cibo molto superiore al necessario.

 

* sensazione di perdere il controllo su quanto ci si abbuffa.

 

* prevenzione all’aumento di peso con il vomito autoindotto.

 

Viene distinta in due sottotipi:

 

* l’abbondante mangiare, viene seguito dal vomito autoindotto.

 

* l’abuso di mangiare non viene seguito dal vomito, ma dal digiuno o da un esasperato esercizio fisico.

 

Le eccessive mangiate vengono vissute con vergogna e disagio seguiti da fattori compensatori per evitare l’aumento ponderale. Le persone bulimiche, possono anche avere il peso che rientra nella norma, ma sono continuamente preoccupate per il cibo, la forma del loro corpo, e spesso amareggiate da un senso di inadeguatezza in riferimento al mancato controllo.

 

Il loro benessere e l’autostima si limitano ad essere continuamente suggestionati da problemi collegabili alla sfera del nutrirsi. La peggiore sensazione che provano è l’incapacità di frenare l’impulso a compiere le paradossali abbuffate come dire, perdere il controllo si sé stessi.

 

Il disonore e la vergogna associabili a queste situazioni sono così forti che molti tra loro, imponendosi, riescono a condurre una vita a prima vista normale, senza suscitare nei famigliari e negli amici alcun sospetto, vivendo i loro fallimenti in segreto e solitudine.

 

Nei bulimici le scorpacciate sono quasi sempre secondarie per cui diventa importante essere seguiti da un professionista che possa far riprendere la regolazione dell’assunzione del cibo, migliorando e rafforzando autostima e fiducia nelle proprie capacità verso la soluzione del disturbo.

 

Per il bulimico l’evento si ripercuote in uno strazio continuo. Le diete rigide, per periodi brevi possono anche essere accettate ma prima o poi, inevitabilmente stimolano a compiere trasgressioni anche di valore elevato, con irrimediabili fallimenti.

 

Solitamente queste persone provano disprezzo delle loro abitudini nutrizionali e cercano di nasconderle, ma quando entrano in crisi si racchiudono nella solitudine, rifugiandosi in un mondo tutto loro. L’abbuffata proseguirà finché il soggetto non si sente talmente pieno da star male.

 

Un ulteriore aspetto negativo, è il costante ricorso a metodi non adeguati per compensare gli effetti negativi della grande mangiata.

 

Il vomito, riesce a limitare la percezione del malessere fisico oltre alla paura del grasso, anche se questo rappresenta l’effetto desiderato. Così, la persona si sente libera di mangiare piccole o grandi quantità, per poi vomitare.

 

Nelle fasi più avanzate, i bulimici sviluppano un metodo che consente di rigettare a comando. Tale condizione genera una frequente comparsa di carie dentarie e disfunzioni cardiaco-renali, mal di gola, dolori al petto, crampi muscolari e sensi di affaticamento.

 

Il continuo ricorso all’eliminazione del cibo tramite il vomito, può causare la perdita di succo gastrico favorendo la produzione di bicarbonato sierico o alcalosi metabolica (alcalinità del sangue). L’abuso di lassativi oltre alla diarrea acquosa, provoca l’acidosi metabolica (acidità del sangue).

 

Per risolvere la Bulimia Nervosa, occorre informare sulle complicanze che comporta, cercando di stimolare a contenere le abbuffate proponendo attività alternative. Poi, cercar di rendere stabile il comportamento nutrizionale regolarizzando le porzioni, la quantità e la scelta del cibo,  riducendo la preoccupazione relativa a peso e forme corporee, al fine di condurlo alla normalità. Quindi, insegnare tecniche che consentano di prevenirne le ricadute.

 

Di solito, il disturbo inizia nella tarda adolescenza o nei giovani adulti; colpisce una grande percentuale di donne, anche se diversi uomini ne soffrono e viene associato ad un veloce ed eccessivo consumo di cibo, non sempre accompagnato dal vomito. Le persone affette ricorrono al digiuno o ad esagerati esercizi fisici che consentono di perdere peso, anche se lo stesso rientra nella normalità. Ciò si evidenzia nei giovani che entrano nelle scuole superiori, o nelle università, o durante lunghe assenze da casa. Spesso, quando lo stress raggiunge limiti difficili da sopportare.

 

La Bulimia, se non risolta all’inizio, sviluppa nel tempo un disordine alimentare che può durare per tutta la vita. Tale disturbo, normalmente viene risolto con metodi simili a quelli dell’anoressia.

 

È importante accettare la propria fisicità, quella che gli inglesi chiamano: “body image”. L’immagine che sviluppiamo a livello mentale, è riferita a  come gli altri  ci pensano, o possono vederci, o considerare. Tale immagine nasce e si sviluppa in funzione ai modelli imposti culturalmente, o dalla nostra famiglia o dalle aspettative individuali. Il personale stato emotivo ed il rapporto che abbiamo con noi stessi, condizionano le nostre capacità fisiche e professionali, come pure il rapporto famigliare e con gli altri.

 

 

 

 

 

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