Centro Naturalista Italiano

 

BIONUTRIZIONE

 

Obesità

 

 

PREMESSA

 

 

 

 

 

 

OBESITÀ

ECCESSO DI PESO CORPOREO

 

 

Si definisce obesa la persona con un deciso sovrappeso nei confronti del proprio “peso ideale” per un’eccessiva deposizione di adipe nel sottocute o in altre sedi del corpo.

 

Fisiologicamente parlando, l’obesità deriva da uno squilibrio fra calorie introdotte (quantità di alimenti) ed energia spesa sotto forma di lavoro dell’organismo (consumo energetico). Potrebbe darsi che la causa dello squilibrio sia una diminuzione del consumo conseguente ad una vita troppo sedentaria. Molte persone precedentemente dinamiche, ad una certa età riducono il lavoro fisico, il movimento al quale erano abituate, ed in breve tempo ingrassano.

 

Nella maggior parte dei casi il motivo principale è da ricercarsi nell’eccessiva assunzione di cibo, in altre parole nell’esagetato apporto di calorie.

 

Occorre evidenziare che l’eccesso è una questione assolutamente individuale. Vi sono persone che ingrassano pur nutrendosi in maniera apparentemente normale o addirittura in misura minore della norma: altre mangiano moltissimo e, beate loro, non ingrassano per niente. In altri termini, per eccesso di cibo non deve intendersi la quantità assoluta di alimenti introdotti, bensì la quantità di alimenti in più di quello che è il fabbisogno individuale.

 

 

 

 

 

Un eccesso di peso corporeo influisce negativamente sullo stato di salute dell’individuo danneggiando

l’apparato cardiocircolatorio.

 

 

Per spiegare l’origine dell’obesità si dicono molte cose, riportando in causa alterazioni delle ghiandole endocrine, l’assorbimento e l’utilizzazione degli alimenti, il sistema nervoso vegetativo. Ma comunque si voglia considerare il problema, il punto fondamentale è, come si gestisce lo squilibrio fra l’energia introdotta e spesa. Se poi si vuole analizzare il perché di questo, sarà bene vagliare attentamente se lo squilibrio è di derivazione fisica o psichica. Spesse volte, si mangia senza alcuna ragione, forse per compensare certi problemi mascherati che non si desidera lasciare  riemergere volendoli affossare sempre più nell’inconscio.

 

Comunque, l’obesità comporta molti inconvenienti. Più frequenti sono l’ipertensione, l’arteriosclerosi, il diabete, la calcolosi epatica, e certe forme di artrosi della colonna vertebrale, dell’anca, del ginocchio ecc.

 

Nelle donne obese in gravidanza, sono abbastanza frequenti l’eclampsia (una grave forma di tossicosi gravidica caratterizzata da crisi convulsive) e le tossicosi gravidiche in generale. Altre conseguenze sono l’enfisema polmonare, le varici, le flebiti, la debolezza del cuore, la stanchezza, il mal di capo, l’affanno del respiro, le palpitazioni. In sostanza l’obesità costringe i vari organi ad una prestazione anormale di lavoro e determina una minore resistenza di fronte a diverse malattie.

 

Come si intuisce, per risolvere il problema non è sufficiente diminuire l’entrata dell’alimento ed aumentare i consumi tramite l’esercizio fisico. Ossia, non basta assoggettarsi ad una registrazione alimentare, ma necessita comprendere il perché essa si sia manifestata e sviluppata nel tempo.

 

Di sovente, è collegata a fattori psicologici:

 

* alcune madri iperprotettive si preoccupano eccessivamente per la salute e l’alimentazione dei figli che vengono sovralimentati, mentre l’esercizio motorio è trascurato.

 

* in alcuni casi il soggetto cerca nel cibo un compenso alle proprie frustrazioni e un mezzo per vincere l’ansia. Nei bambini, possono manifestarsi fattori emotivi legati all’inizio del primo anno di scuola.

 

Sono rari, per non dire rarissimi, i casi di obesità comparsa bruscamente dopo una violenta emozione, o sviluppatesi  parallelamente al succedersi di episodi emotivi. Anch’essa, come altri disturbi, ha i suoi tempi d’incubazione e di evoluzione; non “accade” dall’oggi al domani, e non si può pensare di risolverla in breve tempo.

 

L’obesità ha dunque “i suoi problemi” fondamentali, che non bisogna sottovalutare. Una particolare considerazione di carattere psicologico riguarda l’obesità femminile.

 

Alcune forme insorgenti dopo la gravidanza potrebbero essere dovute a disfunzioni ormonali, ma la maggior parte sono attribuibili a situazioni ben definite: il figlio non era desiderato, si voleva un maschio anziché una femmina o viceversa, la donna si sente divisa fra le esigenze di moglie e di madre ecc. In questi casi è facile e comprensibile che si cerchi di mascherare la situazione ricorrendo a qualcosa di piacevole: il cibo.

 

Cito un ultimo esempio. Una adolescente può sentirsi frustrata nel vedere che la madre è una bella donna con la quale non è possibile identificarsi; oppure vive lo sconforto di constatare che le sue compagne sono più carine e hanno i primi flirt. Per reazione se si compenserà buttandosi sul cibo, potrebbe diventare obesa.

 

Nel determinare il proprio peso forma, ci sono diverse formule: di Brocca, Quelet, Bonhard ecc. ed inoltre, a seconda dei parametri nutrizionali, si può indicativamente definire in quanto tempo sarà possibile raggiungere quello ideale. È consigliabile che la variazione di peso settimanale, si aggiri attorno al mezzo chilo.

 

 

 

 

 

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