Centro Naturalista Italiano

 

BIONUTRIZIONE

 

Obesità

 

 

 

GIROVITA

 

 

 

 

Un altro metodo per valutare la distribuzione del grasso, consiste nel misurare la circonferenza della vita..

 

Il “girovita” viene misurato in posizione eretta, senza ritenere il respiro, nel punto che corrisponde alla "vita naturale" ossia alla minore circonferenza del tronco.

 

 

 

GIROVITA

 

DONNA

UOMO

 

 inferiore di 80 cm

zona tranquilla

  inferiore a   94 cm

zona tranquilla

 

        da 80 a 88 cm

zona pericolosa

        da 94 a 102 cm

zona pericolosa

 

superiore di 88 cm

zona molto pericolosa

superiore di 102 cm

zona molto pericolosa

 

superare tali valori comporta il rischio di disturbi cardiaci

 

 

 

 

I valori su riportati indicano che il soggetto presenta un eccesso di grasso addominale, anche se l’Indice di Massa rientra nella norma. Tale connubio, illustra che il “giravita” è un indice importante nel valutare la distribuzione del tessuto adiposo in sede viscerale, ed è quindi in grado di fornire utili indicazioni sulla topografia del grasso corporeo: quest'ultimo aspetto viene considerato più significativo della stessa quantità assoluta di massa grassa.

 

I vari gradi di passaggio fra la normalità e l’obesità non sono sempre ben definibili: in altri termini esistono ingrassamenti che non hanno un vero e proprio significato patologico. Per esempio nelle donne intorno ai 40 anni, si nota una certa tendenza ad ingrassare in corrispondenza dei fianchi e della vita. Altre volte sono interessate la parte superiore del corpo e le braccia o si formano cuscinetti ai polsi, oppure si ingrossano gli arti inferiori, spesso fino alle caviglie. Altre volte ancora, il viso ed il tronco lasciando libere le estremità, oppure il tipo di accumulo “a cintura” caratterizzato da deposito di grasso all’addome e alle anche. Se solitamente la magrezza appare generalizzata, l’adiposità può presentarsi in varie forme ed in certi casi, non è neppure esatto parlare di obesità ma piuttosto di floridezza: donne floride portate verso una moderata, ma progressiva eccedenza di peso rispetto ai valori medi.

 

Queste forme si possono classificare in tre tipi:

 

* tipo “ginoidecon forma a "pera". Insorge in età giovanile e l’adipe si localizza più volentieri ai fianchi, alle cosce e al sedere, spesso accompagnato da una pressione arteriosa bassa, da anemia e da una facile stanchezza psiconervosa.

 

* nel tipo “matronico” (termine che deriva da matrona - donna di forme abbondanti e di portamento maestoso), o “giunonico” (derivante da Giunone - donna formosa anche lei caratterizzata da un portamento maestoso), l’ingrossamento è generale, il temperamento mite e tranquillo; normale pure è la pressione arteriosa. Questa forma è conseguente (di solito) alle gravidanze e agli allattamenti.

 

* il tipo “androide” con forma a “mela” (particolare tipo di bariletto metallico), ha la maggior parte del grasso corporeo, localizzato intorno allo stomaco e al petto ed è più a rischio di sviluppare malattie collegate all'obesità. Riguarda principalmente la donna sulle soglie del climaterio: periodo della vita determinato dal passaggio dalla normale capacità riproduttiva, alla completa assenza dell’attività ovulatoria.

 

Altro caso, è quando gli anziani mangiano eccessivamente perché non hanno niente da fare, ed il momento della tavola rappresenta l’unico posto in cui riescono a sentirsi qualcuno, potendo fare quello che vogliono. Per alleviare a questi problemi, occorrerà affiancare agli accorgimenti fisiologici, altri che possano consentire di risolvere le motivazioni profonde, ricercando la radice del disturbo ed il rimedio.

 

Appare evidente che il peso corporeo rappresenta l’espressione manifesta del “bilancio energetico” tra entrata e uscita delle calorie ingerite. L’energia introdotta, viene utilizzata dal corpo durante il riposo per conservare la funzione degli organi quali cervello, polmoni, cuore, ecc., e durante l’attività fisica per le funzioni in essa svolte.

 

Se con gli alimenti introduciamo più energia del necessario, l’eccesso si depositerà nel sottocute come sostanza grassa determinando un aumento di peso. Se invece ne assimiliamo di meno, il corpo sarà costretto ad utilizzare le riserve energetiche.

 

Normalmente, un uomo adulto è composto dall’80-85% di sostanza magra (liquidi, muscoli, scheletro, viscere, ecc.) e per il 15-20% dalla grassa (tessuto adiposo), nella donna adulta la massa grassa è del 20-30%. Nei bambini, rispetto agli adulti, si riscontra una maggiore quantità d’acqua ed una minore quantità di grasso sottocutaneo.

 

Ognuno di noi ha un proprio metabolismo che consente l’utilizzo dell’energia e pur avendo  lo stesso stile di vita ed introducendo la medesima  quantità e tipologia di alimento, c’è chi ingrassa e chi no.

 

Tale fatto è dovuto a diversi fattori, ormonali e non. In ogni caso, l’aumentare di peso (grasso) è frutto di un’eccessiva energia introdotta, rispetto alle reali esigenze di consumo. Coloro che sanno di appartenere a questa categoria, dovranno prestare molta attenzione a come e quanto mangiano, dedicandosi a lunghe camminate o ad attività fisica al fine di consumare l’energia in eccesso.

 

La quantità eccessiva di grasso corporeo, costituisce un serio problema per la salute, predisponendo ad alcuni disturbi tipo il diabete, l’ipertensione, la cardiopatia, problemi alla colonna vertebrale, alle ossa, ecc. Più alto sarà il peso in eccesso, più grande sarà il rischio.

 

Quindi, l’obesità rappresenta un disturbo complesso derivante da svariate cause che portano allo squilibrio energetico, con accumulo zonale di tessuto adiposo. Diversi fattori individuali  possono incidere nella smoderata assimilazione di cibo, ma nel maggior numero dei casi incidono i  problemi comportamentali associati a stati depressivi ed ansia.

 

In mumerosi Stati avanzati, l’obesità interessa fino ad un terzo della popolazione adulta, con rilevante aumento nell’età pediatrica, rappresentando un serio fattore di rischio verso complicanze cardiovascolari e respiratorie, specie se associata ad ipertensione, diabete mellito, ecc.

 

 

 

 

 

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