Centro Naturalista Italiano

 

BIONUTRIZIONE

 

Il Sale

 

 

 

PREMESSA

 

 

 

 

Non salate gli alimenti.

 

 

Ciò non significa che sia positivo eliminare il sale da un giorno all’altro. Sarebbe importante però saper sostituire il suo gusto con altri non dannosi (triti di erbe).

 

 

Sale da cucina

 

 

Il sale da cucina è composto da cloro e da sodio (cloruro di sodio - NaCl).

 

Nel corpo umano il sodio fa spesso la parte da antagonista del potassio. Mantiene la pressione osmotica, protegge il corpo da una rilevante disidratazione, regola l'eccitabilità muscolare e la permeabilità delle membrane.

 

Nella nutrizione umana viene assunto soprattutto con il cloruro di sodio o sale da cucina, poiché negli alimenti è presente in modo considerevole.

 

Il sale (sodio) è decisamente controindicato nell'ipertensione.

 

Ora vediamo di capire, come avviene il meccanismo di assorbimento.

 

Il sodio viene maggiormente utilizzato sotto forma di cloruro (sale da cucina). Se l'assimilazione è carente, l'aldosterone (ormone) sollecita i reni al riassorbimento dalle urine. Se è rilevante, l'aldosterone è disattivato ed il sodio viene eliminato con le stesse. Ciò dimostra come nelle persone che fisiologicamente entrano nella normalità non si manifesta alcun danno derivante da sodio.

 

Purtroppo per molti, il meccanismo non funziona del tutto ed in un terzo di soggetti, c’è tendenza al trattenimento. Occorrerebbe fare un po’ di attenzione o prevenire il problema. Le dosi di sale raccomandate variano da 0,5 a 3 g al giorno, ma nel mangiare tradizionale, questi valori salgono abbondantemente superando la media da 4,5 g a circa 12 g.

 

La scelta migliore sarebbe quella di eliminarlo dalla cucina, e farne tesoro di quello contenuto in forma naturale negli alimenti. La decisione potrebbe essere difficile, ma non più di tanto: basta cambiarlo con degli aromi che ne sostituiscono il gusto.

 

Il sodio ha la tendenza di trattenere l’acqua nei tessuti, nel circolo (incrementando la pressione e la massa del sangue) e causando edemi (gonfiori).

 

In diversi casi viene consigliata un’alimentazione povera di sale, suggerendo alimenti carenti, ed evitando quello da cucina. Nel proporre una radicale soluzione occorre non limitarsi a questo, ma al sodio in generale.

 

Un’alimentazione carente o iposalina, viene consigliata alle persone:

 

obese, bulimiche, a quelle che soffrono di cellulite, alle cardiopatiche, o meglio, a coloro che soffrono di insufficienza cardiaca. Le anoressiche vanno trattate con molta attenzione considerato il loro sottopeso.

 

 

CONTENERE o meglio ELIMINARE IL SALE DA CUCINA

 

È buona norma, ridurre al massimo il sale negli alimenti cotti ed eliminarlo nei crudi. Nei cotti può essere sostituito con dei preparati a basso tenore di sodio (si trovano in commercio), mentre nei crudi è sufficiente sostituirlo con triti a base di erbe e/o ortaggi, che soddisfino il sapore.

 

 

NON UTILIZZARE CIBI AD ALTO CONTENUTO DI SODIO

 

Non è sufficiente eliminare il sale da cucina, necessita contenere l’utilizzo di alimenti ricchi di sodio, o confezionati con il sale. Rammentiamo i formaggi, il pesce in scatola, i cibi in salamoia, prosciutto e salami vari, le uova, i frutti di mare, latte e derivati, bevande alcoliche, alcune verdure come barbabietole, carciofi, cavoli e cavolfiori, carote, cipolle, spinaci, finocchi, sedano ecc.

 

Diversi alimenti in commercio, possiedono una grande quantità di sodio per il sale aggiunto, come sottaceti, maionese, minestre, cioccolatini. Un bel po’ di sale viene utilizzato nella confezione del pane, in pasticceria ecc.

 

 

 

 

 

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