Centro Naturalista Italiano

 

BIONUTRIZIONE

 

Il Sale

 

 

 

COS’E’ IL SALE

 

 

 

 

Il sale è un componente fondamentale di tutte le culture: in cucina, alle terme, al mare, in montagna.

A diverse persone la sua mancanza crea problemi, perché è un alimento con una storia molto lunga nell’insaporire gli alimenti. In qualsiasi cibo c’è sale proprio o aggiunto: il suo gusto è una questione di palato e non solo. Un po’ di sale fa bene e stimola l’appetito, ma in certi casi, anche troppo!

 

Per chi non lo sapesse, esistono il sale maschio e femmina. Il sale femmina è quello delicato, proveniente dal mare; il maschio, aggressivo, viene dalle miniere di salgemma.

 

La differenza tra i due sali è sottile, ma molto importante per il suo utilizzo. Quello proveniente dalle saline di Cervia e di Trapani è pregiato, con sapore deciso, mai amaro, ideale per accompagnare il pesce in crosta. Quello bianco di miniera, asciutto, è ottimo per i dolci, le uova. Quello dello scoglio francese, umido e pastoso viene consigliato per le verdure.

 

 

L’Organizzazione Mondiale della Sanità, raccomanda di non superare nell’adulto sano,

i 6 g di sale al giorno pari a 2,4 g di sodio,

 

ma nelle persone ipertese, sofferenti di osteoporosi, cellulite ecc. e sensibili al sodio, vengono consigliate quantità inferiori delle raccomandate, da valutare a seconda del caso.

 

L’intossicazione acuta si verifica con 35 - 40 g al giorno; la tossicità cronica con molto meno.

 

Mediamente in Italia, l’utilizzazione del sale è eccessiva

 

 

perché la quantità media consumata procapite, va dai 10 ai 15 g al giorno e forse più

 

 

pregiudicando il formarsi dell’ipertensione arteriosa, in particolar modo nelle persone predisposte. È sempre bene non esagerare prevenendo disturbi al cuore, ai vasi sanguigni, allo stomaco (acidità e tumori).

 

Utilizzando una giusta ed equilibrata quantità personale, si portano benefici alle vie respiratorie, si alleviano disturbi della pelle, problemi di pressione arteriosa.

 

Il sale è sempre stato un minerale prezioso, lo si trova in tutto il pianeta e già nella storia antica, gli venivano attribuiti significati importanti. In Oriente mediterraneo, in Giappone e presso gli antichi greci, era fra i più sacri simboli dell’ospitalità e veniva suddiviso con l’ospite.

 

Vi siete mai chiesti perché è preferibile il sale integrale a quello raffinato?

 

Quello comune che solitamente si trova in commercio è raffinato, e viene nominato salgemma. In questo è concentrata una quantità di cloruro di sodio che viaggia verso il 96% ed in alcuni casi il 97%.

 

Il sale integrale (sempre riferito al marino) è più ricco di minerali diversi, tipo lo iodio, il rame, lo zinco, il bromo ecc. La loro presenza, riduce la quantità-percentuale di cloruro di sodio, inoltre il sale marino integrale dà più gusto all’alimento apportando diversi vantaggi sotto l’aspetto della salute.

 

Troppo sodio non fa bene. Oltre alla ritenzione idrica (tendenza a trattenere liquidi nell’organismo), porta danni all’estetica (cellulite), ed alla lunga può causare problemi ai reni. Il tutto per un modo di vivere errato che si può rendere migliore. Le persone ipertese hanno tendenza a trattenere liquidi più del normale, alterando la pressione sanguigna e l’equilibrio corporeo.

 

La cosa migliore dunque, sarebbe di non aggiungerlo agli alimenti, ma considerata la lunga abitudine a non rinunciare ai sapori “forti”, vediamo alcuni semplici consigli:

 

- non mettere il sale nell’acqua di cottura del riso, della pasta, ma utilizzare un sughetto a base di erbe aromatiche;

- evitare i cibi in scatola;

- quando mangiate, non pensate mai al sale.

 

Nota: il sale può essere “mascherato” sotto diversi nomi: NaCl, cloruro di sodio, fosfato monosodico, bicarbonato di sodio, glutammato di sodio ecc.

 

Particolare attenzione va posta alle etichette dell’acqua minerale, che sembrano tutte uguali. Nei sofferenti di ritenzione idrica, sono controindicate quelle  contenenti sodio. Nella stragrande maggioranza dei casi, questo tipo di problema difficilmente è di natura patologica: solitamente deriva da un tenore di vita sbagliato.

 

Coloro che sono regolari nell’alimentazione, non fumano, assumono poco caffè, bevande alcoliche e gassate, svolgono attività fisica, fanno qualche massaggio ed ogni tanto del drenaggio linfatico manuale, con difficoltà soffrono di ritenzione idrica.

 

Sarebbe auspicabile “mangiar bene e mangiar sano” per poter essere “sani dentro e belli fuori”. Perciò dovremmo bere acqua lontano dai pasti, praticare regolarmente dello sport, eliminare l’utilizzo delle sostanze nervine (caffè, tè, cappuccino, cacao, cioccolata e derivati), di alcool, fumo e droghe, nonché evitare il più possibile di arrabbiarci e le situazioni che generano stress (praticare il “Training Autogeno”).

 

 

 

 

 

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