Centro Naturalista Italiano

 

BIONUTRIZIONE

 

Dieta ragionata

 

 

 

IL SOVRAPPESO

 

 

 

 

Il problema del sovrappeso può essere considerato anche conseguenza del miglioramento del tenore di vita: il caso non era certo presente nell’uomo preistorico, così come non lo si riscontra oggi negli animali selvaggi.

 

Pur tralasciando notizie di fonte storica, basta passeggiare per le strade della nostra città o dare un’occhiata alle spiagge per renderci conto di quante persone siano afflitte dal “peso”, problema che si riflette altresì a livello sociale e spesso, si affronta soltanto dal punto di vista organico o endocrino (rigidissime diete per diminuire il numero di calorie, trattamenti che agiscono sul metabolismo ecc.).

 

Ritengo sia arrivato il momento di dire con fermezza che nei problemi alimentari, occorra tener conto di una componente psicologica e di fattori di origine emotiva il grande errore è quello di tenere separata l’anima dal corpo. Lo dice Platone!

 

È assurdo dire a un soggetto che il fatto di mangiare o bere troppo è dovuto ad uno stato di ansia o di depressione: per lo più lo capisce da solo.

 

L’unica differenza sta nel fatto che, mentre l’itinerario delusione/insoddisfazione/sofferenza/bere è visibile e riconosciuto come grave problema da quasi tutti, quello che ci porta a ingurgitare una quantità di cibo molto superiore al nostro effettivo bisogno, è un processo nascosto che tendiamo a relegare nelle stanze segrete e inaccessibili della nostra psiche.

 

Avete mai visto come una donna riesce a guardare il corpo di una bella ragazza? Sulle spiagge poi, è quasi un dramma.

 

Appena qualcuna si alza per fare quattro passi sembra quasi di trovarsi in un’arena: centinaia di occhi la scrutano, la sezionano la soppesano ecc.

 

State sicure che se avete un difetto, soprattutto poi se cercate di nasconderlo, ve lo scoprono. L’unico rimedio può essere quello di alzarsi continuamente: la gente si annoia e non guarda più.

 

Ma perché si è così curiosi? Sembra che l’origine di tale curiosità sia il confronto con noi stessi.

 

Un corpo troppo perfetto ci mette di cattivo umore; un corpo con qualche difetto ci rasserena. Una signora con qualche chilo in più, confidò: “La mia vicina di sdraio era così carina che mi faceva rabbia. All’inizio pensavo che qualche difetto ce l’avesse: invece niente di niente!

 

Aveva gambe lunghe ed affusolate, un sederino coi fiocchi a forma di mandolino, un ventre piatto e sottile, ed un bel seno esposto senza costume che i passanti guardavano con attenzione.

 

Pensavo almeno che mi deludesse la faccia: niente, era stupenda, con dei capelli soffici e fantastici. Che schifo, non sono riuscita a trovarle nessun difetto”.

 

Insomma, avere un bel corpo è l’obbiettivo di tutte le donne; ma ci siamo mai chiesti quanto narcisismo e vanità siano presenti nel sesso femminile e quanto in quello maschile?

 

Qualora chiedessimo se il narcisismo e la vanità siano una prerogativa solo femminile, oppure se anche i maschi non siano da meno, le donne risponderebbero categoricamente che loro - maschietti - sono molto più vanitosi!

 

In effetti, gli uomini guardano sempre più al loro corpo anche se lo fanno in modo diverso dalle donne e se l’invidia e la vanità inducono queste ultime a guardare le proprie simili anche gli uomini che si osservano tra di loro sono molto aumentati.

 

Sembra quasi che il maschio che lancia furtive occhiate passionali a ragazze precoci stia per essere soppiantato da quello che guarda il proprio collega tutto muscoli. Diciamolo francamente: un corpo più bello del nostro ci fa rabbia.

 

Neppure la convinzione che molto spesso la bellezza non va d’accordo con l’intelligenza riesce a tranquillizzarci e se abbiamo qualche ruga troppo evidente, un po’ di pancia o di cellulite, magari anche la couperose, nonostante la nostra esperienza ed intelligenza, proviamo invidia se gli occhi degli altri si rivolgono altrove e si posano su un bel sedere o su un torace muscoloso.

 

Ma è davvero così vitale avere un bel fisico? Come tutte le cose della vita, questa diventa molto importante per chi non ce l’ha!

 

Il culto del fisico come fatto di massa è relativamente recente. Negli anni 50’ (1950) le palestre esistevano solo per chi faceva dell’agonismo. Poi, la valorizzazione del corpo si è espressa nella moda del magro a tutti i costi e nel curarlo per metterlo in forma.

 

Arrivata da tempo dagli Stati Uniti, in Italia sta prendendo piede la mania di avere una piccola palestra in casa sia per i managers che per le casalinghe (bicicletta a cavalletto) che possono così scaricare lo stress facendo dell’esercizio fisico anziché fumando una sigaretta.

 

Negli ultimi tempi sta prendendo piede l’utilizzo degli integratori vitaminici. Comunque, c’è da dire che nonostante le palestre, le vitamine ed altri ritrovati, la decadenza fisica di tanti americani è evidente e ciò a causa della vita caotico-stressante che si conduce in quel paese.

 

In nessun altro luogo è possibile incontrare persone affette da obesità tanto grave come negli Stati Uniti, quindi, neppure loro sembrano aver trovato la soluzione per ottenere quello che il tempo ci toglie: un corpo perfetto.

 

Ma come ci si costruisce un bel fisico? Quali sono le regole da seguire per far “scoppiare d’invidia” gli altri e sentirci armoniosi? Fino a quale età è possibile recuperare terreno? Quali sport fare? Quali cibi mangiare?

 

Non sempre è facile trovare una risposta sia valida per tutti ed è necessario che ognuno conosca i propri limiti. Ovviamente se la natura non è stata generosa con noi e siamo abituati a mangiare quattro piatti di pastasciutta al giorno, sarà difficile far scoppiare d’invidia gli altri.

 

In questi casi non possiamo avere obbiettivi troppo ambiziosi da raggiungere in breve tempo; sarà tuttavia importante stabilire dei programmi da seguire scrupolosamente con coscienza, costanza e determinazione.

 

Le regole fondamentali sono semplici: un’attività fisica frequente e regolare, una dieta appropriata e, cosa importante, saper ridere. Sì, ridere di cuore almeno una volta al giorno è la migliore ricetta per mantenersi giovani. È “scientifico!

 

Quando si ride si respira una quantità doppia d’aria rispetto al normale e l’attività cardiaca ne viene stimolata. Naturalmente ne trae immediato giovamento anche lo spirito, la tristezza viene spazzata via e gli occhi tornano di nuovo limpidi.

 

Sono cosciente che riuscire a ridere trova delle difficoltà a causa del tipo di vita che conduciamo, poiché la realtà odierna con le sue mille beghe quotidiane, lascia poco spazio ai momenti di ilarità.

 

Tuttavia è bene fare dei piccoli sforzi, lasciandoci andare per allentare le tensioni e sdrammatizzando i problemi che ci affliggono. Ricordate sempre che il tutto può diventare un circolo vizioso: nervosismo, ansietà, stimolo a mangiare e per conseguenza… qualche chilo in più.

 

Perciò, prima di iniziare qualsiasi programma per raggiungere la linea giusta assicuratevi di essere dell’umore giusto, affinché la dieta venga affrontata con allegria.

 

Quando sarete pronti psicologicamente avrete fatto il più, ma non dovrete sottovalutare la capacità di riuscire a scegliere quella più adeguata alla vostra persona: parecchi falliscono proprio perché si fanno consigliare male o si lasciano convincere dalla moda del momento. Secondo importanti studi americani, un’alimentazione non corretta è causa di almeno il 15% tra disfunzioni e malattie nonché di alcuni tumori tipo quelli all’intestino ed al seno.

 

Fate molta attenzione perciò a come vi nutrite, mangiando poco e bene, in modo razionale, evitando grassi di derivazione animale (favoriscono la formazione di colesterolo, trigliceridi ecc.), zuccheri, dolci, liquori ecc.

 

Mangiare poco per vivere di più, è una teoria conosciutissima anche se poco seguita, basata sull’osservazione che negli organismi animali, c’è una diretta corrispondenza tra il numero di calorie ingerite e la durata dell’esistenza.

 

Diminuendo l’apporto calorico, gli studiosi americani si propongono di aumentare la lunghezza media della vita umana. È fondamentale nutrire il nostro corpo con ciò che a esso serve e non con ciò che serve alla nostra psiche.

 

Detto questo, fermo restando il fatto della primaria necessità di integrazione della personalità si dovrebbe seguire una dieta ipocalorica al fine di ridurre il peso corporeo e mantenere il fisico in forma aiutandoci con della ginnastica appropriata ed il “Training Autogeno”.

 

In questo modo i disturbi dovuti direttamente od indirettamente all’alimentazione, allo stress o all’alcool tipo l’obesità, l’infarto, il diabete, l’arteriosclerosi, la cirrosi epatica, la gastrite ecc., dovrebbero essere contenuti entro limiti accettabili.

 

Si ridurrebbero altresì alcune tra le cause di mortalità più diffuse dei nostri tempi.

 

 

 

 

 

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