Centro Naturalista Italiano

 

BIONUTRIZIONE

 

Dieta ragionata

 

 

 

REGIMI STANDARD…

 

 

 

 

La migliore dieta per raggiungere il peso ideale è quella studiata e programmata con ognuno di voi: i regimi standard non si adattano facilmente a tutti.

 

Per modificare il proprio fisico è necessario conoscere a perfezione le eventuali reazioni sorvegliando ed instaurando un dialogo con il proprio corpo e con la propria mente. Non è così semplice, perché i comportamenti alimentari sono o dovrebbero essere una reazione istintiva partendo da un sottofondo emozionale inconscio e subconscio che spinge a nutrirci.

 

Il mangiare, secondo Freud, è una delle quattro fasi sessuali denominata fase orale (la prima dello sviluppo psico/sessuale, in cui la fonte del piacere si localizza nella bocca). Tuttavia, chi ha problemi di peso deve fare il sacrificio di tenersi sotto controllo.

 

Ciascuno di noi conosce il proprio comportamento e la reazione del proprio corpo ad una determinata fatica, ad una determinata emozione: farsene una cognizione di base, se si vuole raggiungere dei risultati è una delle tante soluzioni utili per modificare il proprio peso, tramite una sostanziale integrazione della personalità.

 

Il giusto mezzo sta più in un adattamento personale alle regole che in una loro rigida osservanza. Ci si potrà considerare “salvi” quando si sarà in grado di regolare da soli la propria dieta.

 

Se la forza di volontà non è sufficiente ad affrontare il cambiamento diventa interessante l’utilizzo delle tecniche da anni note, tipo il “Training Autogeno”, utili nello sradicare i condizionamenti che da tempo ci perseguitano.

 

Migliaia di italiani soffrono per problemi di peso e questa è la cosiddetta sindrome malnutrizionale  di enorme importanza non tanto e non solo per l’aspetto estetico, quanto per i rischi collaterali che si possono intercorrere.

 

Il corpo si sazia con ciò che normalmente passa per la bocca pertanto quando si va a fare la spesa, si acquista “cosa” mettere sopra la tavola. Così, invece di pensare al grasso bisogna avere fermo in testa il pensiero di magro.

 

Qui nasce una scelta importante: mangio meno o lavoro per disperdere energia? Sarebbe meglio integrare i due interrogativi: mangio meno e lavoro per consumare energia. Che ne dite?

 

Mangio meno e vado a praticare palestra, footing, utilizzo la bicicletta, faccio le scale a piedi evitando l’ascensore e così via… Comunque, una dieta appropriata ed integrata con tecniche sia fisiche che psichiche è il meglio che ci si possa offrire per ottenere un effetto sano e duraturo.

 

Volendo accontentare anche le persone magre o sottopeso, alle volte, qualche chilo di meno deriva da un’alterazione del ricambio adiposo che ne comporta una sua diminuzione. La magrezza non sempre è una malattia e può derivare da uno stato ansioso, da un’insufficiente alimentazione o da precedenti malattie debilitanti. La magrezza patologica (da curare), è quella che persevera da tempo senza riacquisto di peso con nessuno dei metodi consigliati, neppure mangiando abbondantemente. Solitamente è dovuta ad un processo morboso che interessa il sistema ormonale.

 

Nella comparsa dell’anoressia nervosa, non di rado hanno importanza le delusioni sentimentali, il timore di ingrassare, di avere qualche chilo in più, per cui si finisce per provare un vero disgusto ed una specie di terrore alla sola idea di nutrirsi.

 

In tal modo, mentre la quantità di cibo si riduce a dosi minime, si stabilisce un vero quadro psicologico sorretto dalla convinzione di non dover mangiare, di essere incapaci di farlo ed   altre motivazioni frutto di una disperata fantasia impegnata a mascherare gli stati psichici repressi: aggressività, sessualità ecc. trasformandoli in stati compensatori con rifiuto (anoressia) o abuso del cibo (bulimia).

 

Comunque se in certi casi la magrezza è meno preoccupante dell’obesità, non per questo è priva di significato negativo: ostacola e rallenta guarigioni di malattie infettive o di lesioni traumatiche prolungando i tempi di convalescenza specie nei giovani e nelle persone anziane.

 

Come per l’obesità e la bulimia, anche per la magrezza si dovrà intervenire non solo con l’alimentazione (riducendo o aumentando il quoziente calorico) ma si cercherà di integrare dei metodi che consentano di comprendere le radici psicofisiche che originano tali problemi perché non sarà sufficiente un’azione strettamente alimentare se le cause stanno altrove.

 

La “dieta ragionata” aiuta a comprendere ciò che ogni giorno viene consigliato di mangiare.

 

 

 

 

 

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